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I mutui a tasso variabile prevedono un tasso che varia in relazione ai diversi cambiamenti che occorrono nell'ambito del mercato. In linea generale, l'ente finanziario applica un tasso di interesse derivante dalla somma di due valori definiti: l'Euribor, acronimo di "Euro Interbanking Offered Rate" (tasso interbancario di offerta in euro) e lo spread. L'Euribor è un parametro indicativo del costo del denaro per l'istituto bancario. A differenza dell'indice Euribor, lo spread è gestito in maniera diretta da parte dell'istituto di credito mutuante e consiste essenzialmente nel suo guadagno. Tendenzialmente si osserva come gli istituti bancari applichino un più elevato spread nel caso dei mutui di più lunga durata, sebbene questa non debba essere considerata come una norma valida in ogni caso e alcuni enti prevedano uno spread standard in tutti i casi. Viene mostrato qui di seguito uno scenario tipo: con la presenza dell'Euribor a 6 mesi equivalente a 3, 22% e uno spread bancario di 1, 43% si avrà un tasso finale equivalente alla somma dei suddetti parametri, cioè pari a 4, 65%. Un eventuale incremento dell'Euribor sarà ragionevolmente funzionale ad un superiore tasso di interesse finale: nell'ipotesi in cui l'ammontare dell'Euribor a 6 mesi toccasse quota 3, 42%, il tasso di interesse finale da corrispondere all'istituto mutuante sarebbe equivalente a 4, 85%.


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